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Alberto Moravia

Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (Roma, 28 novembre 1907 – Roma, 26 settembre 1990), è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, saggista, drammaturgo, poeta, reporter di viaggio, critico cinematografico e politico italiano.
Considerato uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, ha esplorato nelle sue opere i temi della sessualità, dell’alienazionesociale e dell’esistenzialismo.
Salì alla ribalta nel 1929 con il romanzo Gli indifferenti e pubblicò nella sua lunga carriera più di trenta romanzi. I temi centrali dell’opera di Moravia sono l’aridità morale, l’ipocrisia della vita contemporanea e la sostanziale incapacità degli uomini di raggiungere la felicità. La sua scrittura è rinomata per lo stile semplice e austero, caratterizzato dall’uso di un vocabolario comune inserito in una sintassi elegante ed elaborata.

Fonte: Wikipedia

Libri mancanti:

Gli indifferenti – Alpes – 1929

L’imbroglio – Bompiani – 1937

I sogni del pigro – Bompiani – 1940

L’amante infelice – Bompiani – 1943

La Cetonia – Bompiani – 1944

Agostino – Documento – 1944

L’epidemia – Documento – 1944

Due cortigiane – L’Acquario – 1945

La Romana – Bompiani – 1947

La disubbidienza – Bompiani – 1948

L’amore coniugale – Bompiani – 1949

Il conformista – Bompiani – 1951

I racconti – Bompiani – 1952

Il disprezzo – Bompiani – 1954

La gita in campagna – Carish – 1954

Racconti romani – Bompiani – 1954

Teatro – Bompiani – 1958

Un mese in URSS – Bompiani – 1958

Nuovi racconti romani – Bompiani – 1959

Un’idea dell’India – Bompiani – 1962

L’automa – Bompiani – 1963

Il mondo è quello che è – Bompiani – 1966

Una cosa è una cosa – Bompiani – 1967

Quando Ba Lena era tanto piccola – Lisciani & Zampetti – 1978

La donna nella casa del doganiere – Pananti – 1981

Il bambino Alberto – Bompiani – 1986

Il vassoio davanti alla porta – Bompiani – 1989

La donna leopardo – Bompiani – 1991

Viaggio in Inghilterra – Prismi – 1996

Le chiese rosse e altri racconti – Via del vento – 1998

  • 1934

    Lucio, un giovane intellettuale antifascista per indole e per scelta, arriva a Capri in una giornata già estiva del giugno 1934 dibattendo in se stesso la dimensione esistenziale della disperazione e della necessità, per vivere, di “stabilizzarla”. L’incontro casuale con una donna tedesca, Beate, lo aiuterà a superare l’immobilismo della sua condizione, a chiarire i suoi desideri e a operare una consapevole scelta di campo. In esemplare equilibrio tra cornice storica e vicende individuali, “1934” è certamente un’opera che cattura l’interesse del lettore e rimane impressa nella coscienza.

  • A quale tribù appartieni?

    “Questo libro – scriveva Moravia – è stato scritto nel modo seguente: viaggiando in Africa per svago e desiderio di estraneamento, senza fare inchieste né ricerche né nulla di tutto ciò che, quando si ha intenzione di scrivere su un viaggio, si fa “apposta”. In Africa ho voluto portare soltanto me stesso, così com’ero, con la cultura e l’informazione di cui già disponevo e niente di più. Se ho letto dei libri sull’Africa l’ho fatto per curiosità, non per crearmi una competenza, d’altronde impossibile. Insomma si tratta di un libro di impressioni; cioè della storia di una felice e invaghita disponibilità.”

  • Cinque racconti romani

    Cinque racconti romani emblematici nell’attenzione di Moravia per la sua città. Tre provengono dal volume dei “Racconti romani” (1953) e due da quello dei “Nuovi racconti romani” (1959). Documentano tipi umani diversi: una coppia di poveri borgatari, un giovane barista nervoso, un vecchio che si accontenta di lavori occasionali, un esperto falegname ancora innamorato della sua donna, un gruppo di giovanotti ‘vitelloni’.

  • Cosma e i briganti

    In un piccolo stato dell’Europa orientale, Cosma, apprendista gioielliere, vive l’età felice delle scoperte, delle esplorazioni, degli esperimenti e delle incertezze. Trasportato in automobile da sensali furfanti verso una banda che insidia la provincia, egli conosce, nell’avventuroso variegare dei baci, il dilemma fra libertà e prigionia.Pubblicato a puntate sul settimanale «Oggi» nel 1940, Cosma e i briganti è un racconto di formazione.

  • Diario Europeo

    “‘Diario europeo’ nasce dall’esperienza che Moravia ebbe nel 1984 al parlamento europeo, ed è un resoconto puntuale e scrupoloso del difficile e intenso rapporto dello scrittore con la politica. Scriverà: “La bomba atomica non è un incidente di percorso della nostra civiltà, ma ne fa parte integrante, e c’era già anche quando non c’era ancora: come in una pianta c’è già il frutto che a suo tempo ne nascerà.” E ancora: “La storia ha molte caratteristiche; mi limiterò a metterne in luce soprattutto due: assolve ed è lenta. La storia è più vicina alla natura di quanto si possa immaginare.” Anche la letteratura ha molta parte nel ‘Diario europeo’ e non solo per le frequenti citazioni di narratori italiani e stranieri, ma perché Moravia non dimentica mai che soltanto il suo essere scrittore lo porta a cogliere della vita il senso necessario. E dice con serenità una verità dolorosa: “Per il vecchio l’avvenire è una breve, visibilissima spiaggia oltre la quale non si vede nulla perché ciò che potrebbe esservi da sempre non vuole mostrarsi, si nasconde.” (dalla prefazione di Enzo Siciliano)

  • I due amici

    L’amicizia fra Maurizio, cinico e dongiovanni, e Sergio, antifascista incapace di agire e pieno di rancore inespresso nei confronti dell’amico più fortunato, raccontata in tre momenti diversi, da tre voci diverse. Dal litigio a causa di una vedova, Emilia, che entrambi amano e che spinge Sergio a rompere i rapporti con Maurizio, agli scontri per la diversa posizione sociale, che ispira a Sergio, comunista, continue rivendicazioni di classe, ai compromessi, i tradimenti le sfide nel contendersi Nella, una ragazza di umili origini, arrivata a Roma per trovare lavoro e amata prima da Sergio poi da Maurizio.

  • La villa del venerdì

    È una raccolta di racconti legati da un clima di attesa e sospensione: la scoperta giovanile della sessualità, rito di passaggio spesso sofferto e torbido che viene magistralmente trattato nel famoso racconto: “Il vassoio davanti alla porta”.

  • Le ambizioni sbagliate

    «Ci rassomigliamo, Pietro. Come me tu non sai vivere fra questa gente mezzo morta, in questo mondo falso, come me sei fatto per ingannarli e rovinarli, per servirti di essi, stracci e maschere. Ed è per questo che ti amo. E non temere il rimorso; il rimorso non esiste per gente come noi.»

    Pietro, giovane giornalista rampante, è alla ricerca di un’occasione di riscatto da un passato di povertà. Sceglie un fidanzamento borghese, e per la scelta di convenienza viene considerato uno squallido arrampicatore sociale. Andreina invece è l’amante di un conte squattrinato che non si decide a tagliare i rapporti con la ricca moglie. Nel secondo romanzo di Moravia accanto a personaggi tipicamente borghesi ne troviamo altri irrisolti, fortemente determinati a riscattarsi, qualunque sia il prezzo da pagare. Ne Le ambizioni sbagliate si ritrovano le tematiche di tutta l’opera di Moravia: la critica ai valori borghesi e un campionario di debolezze umane che spaziano dall’atonia morale allo snobismo, dall’avidità di denaro alla sensualità spesso vissuta in modo strumentale. Un romanzo di spietata denuncia della perdita dei valori, dove nessuno si salva: né chi sceglie né chi decide di non farlo in nome della paura e del conformismo.

  • Lettere dal Sahara

    L’Africa Nera di Alberto Moravia: “inviato speciale” del Corriere della Sera tra il 1975 e il 1981, l’eccezionale cronista annota impressioni, riferisce usi e costumi, descrive luoghi e paesaggi incontrati in un viaggio che è insieme motivo di riscoperta letteraria, valutazione estetica e riflessione socio-antropologica. Così la risalita in battello del fiume Zaire diventa riscontro delle pagine più intense del romanzo africano di Joseph Conrad “Cuore di tenebra”; la cruda luce tropicale della Costa d’Avorio riflette il sogno contemplativo di Gaugin; l’immagine di morte del deserto si trasforma, passando attraverso disperazione e miraggio, in sorprendente immagine di vita.

  • Palocco

    Finito di stampare nel mese di settembre 1990 da Milanostampa S.p.A.

    Brossura editoriale illustrata. In copertina Franco Gentilini: Nudo con vedetta, 1978. Esemplare fuori commercio.

    Pagine 59.

  • Passeggiate africane

    “Oggi, rileggendo questi diari, mi sembra di riascoltare ancora una volta la voce, aspra di Alberto, mi sembra di coglierne la segreta dolcezza. Sono sicura che anche per chi non ha mai sentito la sua voce, questo diario ha oggi un suono e parla all’orecchio con la seduzione di un canto dalla melodia distesa, in cui i ritmi di una intelligenza leonina si perdono nei deserti della memoria.” (Dall’introduzione di Dacia Maraini)

  • Romildo

    In questo volume sono riuniti i racconti che Moravia, lungo l’arco della vita, senza mai radunarli in volume, pubblicò su giornali e riviste. Alcuni di questi, in particolare, ci riportano alle origini del racconto moraviano; altri, più recenti, hanno carattere autobiografico e, anche in questo senso, costituiscono un contributo alla conoscenza del grande scrittore.

  • Storie della preistoria

    In “Storie della preistoria”, superando gli schemi e la morale talvolta spietata della favolistica classica, Alberto Moravia narra le avventure e le disavventure di una grande folla di animali umanizzati. O meglio: di uomini che si nascondono dietro una maschera animalesca. Come sempre accade sul palcoscenico della favola, il debole si mescola ai forti, l’ingenuo agli astuti, il buono ai cattivi. Qui però la verità non ha le tinte fosche della tragedia o i toni grotteschi della farsa perché Moravia non rinuncia mai alla speranza: così il lettore impara divertendosi, senza rabbrividire di paura e di sgomento. Le sue storie sono a tratti esilaranti, adatte tanto al lettore bambino quanto a quello adulto.

  • Vita di Moravia

    ”Specchio fedelissimo di una strenua, ininterrotta passione tramutatasi in una fede – si chiami questa passione letteratura o romanzo” (Enzo Siciliano), ”Vita di Moravia” è una autobiografia in forma di intervista: lo scrittore, sollecitato dell’incalzare delle domande di Alain Elkann, lentamente dipana il filo della memoria e rievoca la propria vicenda di letterato, di narratore, sempre attento alla realtà che lo circonda, pronto a tradurre il vissuto nella favola romanzesca. Dagli anni dieci alla fine degli anni ottanta – attraverso la rievocazione dell’infanzia e dell’adolescenza difficile, delle prime prove narrative e dei sempre crescenti successi – si delinea la storia di uno scrittore che diviene protagonista della scena letteraria internazionale e testimone tra i più lucidi del nostro tempo. E l’interlocutore non è soltanto un amico, un complice. Alain Elkann, entrando nel meccanismo del gioco letterario, costringe Moravia ad arrendersi alla narrazione.