Showing 1–20 of 67 results

  • 1984

    È il 1984 e a Londra, “vasta e rovinosa, una città di un milione di pattumiere”, l’ordine è mantenuto da una psicopolizia che interviene alla minima situazione di dissenso e le case sono provviste per legge di televisori-telecamere. Sono strumenti per controllare le vite dei cittadini, e di essi si serve il Partito, sistema di governo al cui vertice si trova Big Brother, misteriosa figura che nessuno ha mai visto di persona, sebbene le sue immagini campeggino su ogni muro per ricordare agli abitanti che sono osservati. In questo scenario si muove Winston Smith, oscuro funzionario di basso livello del Partito, impiegato al Ministero della Verità con il compito di riscrivere la storia per allinearla all’attuale pensiero politico. Ma la sua propensione per una condotta morale e un certo interesse per la verità lo porteranno su una strada che, se scoperta, verrebbe considerata “ribelle”. Sono questi gli ingredienti di un capolavoro in cui Orwell mette in guardia il lettore dalle derive e dalle assurdità dei totalitarismi – con il loro disprezzo per la vita umana, l’uso della violenza fine a se stessa, il culto del leader elevato a divinità. Soprattutto, nello stigmatizzare l’ansia collettiva di cancellare i legami con il passato e il processo di impoverimento che svuota il linguaggio di ogni significato, affonda il dito nelle piaghe che affliggono la nostra contemporaneità.

  • Anna Karenina

    Giudicato da Dostoevskij n’opera di assoluta perfezione, il romanzo Anna Karenina è anche uno dei più popolari di Tolstoj. La storia della tragica passione di Anna, giovane signora della buona società russa sposata senza amore con un alto funzionario che abbandona il marito e il figlio per Vronskij, un ufficiale brillante ma vuoto e frivolo e che, travolta dal rimorso, si dà infine la morte, ha avvinto e commosso i lettori fin dal suo primo apparire, nel 1877.

    Terminato il grandioso affresco storico di Guerra e pace, Tolstoj si misura con la società contemporanea – il dorato ma chiuso e superficiale mondo aristocratico di Mosca e Pietroburgo – e ne dà una rappresentazione di grande vivezza e straordinaria profondità psicologica. Alla vicenda centrale di Anna Karenina e Vronskij si intreccia e si contrappone, come in uno specchio, quella dell’amore felice di Kitti e Levi, nel quale Tolstoj ha messo tanta parte di se stesso.

    3 volumi

  • Bel-Ami

    L’ascension sociale de Georges Duroy est le roman d’un séducteur et d’un arriviste sans scrupule. Les femmes et les manoeuvres malhonnetes le conduisent au premier rang du journalisme mondain et politique. L’itinéraire de son ambition introduit le lecteur dans la société hypocrite de la fin du XIX siècle à Paris, où une certaine morale bourgeoise sert de couverture à la soif d’argent et de pouvoir.

    Cette peinture cruelle du monde des salons et de la presse est fascinante. La plume aiguisée de Maupassant joue merveilleusement sur tous les registres des vrais et des faux sentiments, du cynisme et de l’émotion, de l’analyse des méandres du coeur à celle, encore plus effrayante, des ressorts de la vie politique.

  • Canne al vento

    Tra il sospiro delle canne e la voce chiara del fiume, nel buio di un’antica corte in rovina, la vita delle tre dame Pintor si svolge sempre uguale, avvolta come una spirale intorno al vuoto causato dalla fuga, anni prima, della quarta sorella. Ma quando il figlio della fuggitiva decide di tornare a scompigliare la loro quieta essenza, il vento della sorte prende a soffiare impetuoso su servi e padroni, cancellando confini e certezze. In una tempesta di passioni e risentimenti, alimentata da folletti, fantasmi e spiriti notturni, aggiorna l’oscuro segreto di Efix, il vecchio contadino piccolo e nero che ha dedicato la vita alle sue signore. In un faticoso cammino di espiazione, di festa in festa e di santo in santo, Efix porterà a compimento il suo destino e l’ombra del passato lascerà il posto alla luce abbagliante di una terra arcaica e, insieme, universale.

  • Cranford

    Cranford by Elizabeth Gaskell begins with an introduction discussing the occupants of the rural English village named Cranford. Cranford is filled with widows, wives of absent business or military men, and spinsters.

    The residents of Cranford are regimented aristocrats who “practice ‘elegant economy.’” The ladies go calling only during prescribed times, serve one another inexpensive foods, pretend not to notice each other’s poverty, and go to bed early. The narrator is a young woman with familial ties to Miss Jenkyns and Miss Matty who are two spinsters who have lived in Cranford their entire lives.

  • Delitto e castigo

    Il giovane Raskòlnikov, abbandonati gli studi, decide di uccidere una vecchia usuraia per dimostrare a sé stesso di essere un uomo “eccezionale”, al di là del bene e del male. Rimasto travolto dal proprio atto e tormentato dalla coscienza del fallimento, si consegna spontaneamente alla giustizia, cedendo a quella stessa norma che credeva di poter travalicare. Incentrato su un unico personaggio – l’omicida Raskòlnikov – e concepito da Dostoevskij per “scavare a fondo tutti i problemi” dello spirito umano, il romanzo si popola tuttavia di molteplici figure, ognuna delle quali possiede una propria autonomia e compiutezza. Sullo sfondo, una città fantasma, San Pietroburgo, teatro infernale di un’umanità disperata, simbolo di un mondo sul ciglio dell’abisso.

  • I promessi sposi

    I promessi sposi è un celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni, ritenuto il più famoso e il più letto tra quelli scritti in lingua italiana.

  • I Viceré

    Giuseppe, dinanzi al portone, trastullava il suo bambino, cullando sulle braccia, mostrandogli lo scudo marmoreo infisso al sommo dell’arco, la rastrelliera inchiodata al muro del vestibolo dove, ai tempi antichi, i lanzi del principe appendevano le alabarde, quando s’udì e crebbe rapidamente il rumore d’una carrozza arrivante a tutta carriera…

  • Il conte di Montecristo

    L’appassionante vicenda di Edmond Dantès che, ingiustamente condannato e imprigionato, riesce a vendicarsi dei suoi nemici grazie al tesoro dell’abate Faria, conserva ancora oggi inalterato tutto il suo fascino, continuando a ispirare riduzioni cinematografiche e televisive (come quella che si è avvalsa della magistrale interpretazione di Gérard Depardieu). Pubblicato per la prima volta en feuilleton sul «Journal des Débats» nel 1844, dopo il clamoroso successo dei Misteri di Parigi di Eugène Sue, Il Conte di Montecristo seppe conquistare, fin dalle prime puntate, migliaia e migliaia di lettori, facendo diventare di colpo Edmond Dantès uno dei “supereroi” più amati dalla fantasia popolare e Alexandre Dumas uno degli scrittori più letti, non solo in Francia. Straordinario manipolatore di intrecci, Dumas costruisce con estrema abilità una vicenda ricca di imprevisti e di colpi di scena; spaziando dalle cupe segrete del Castello d’If alle catacombe romane, dalla Parigi del grand monde all’Oriente, dipinge un fedele ritratto della società della Restaurazione dominata dal potere del denaro, con un’efficacia degna di Balzac.

  • Il deserto dei tartari

    Ai limiti del deserto, immersa in una sorta di stregata immobilità, sorge la Fortezza Bastiani. Lì, il tenente Giovanni Drogo consuma la propria esistenza nella vana attesa dell’invasione dei Tartari. In questa vicenda, nata dalla trasposizione in un mondo militare fantastico della monotona routine notturna nella redazione del «Corriere della Sera», si ritrovano tutti i temi della narrativa buzzatiana, ricca di allegorie magiche e surreali, cariche d’angoscia e di fascino, di simbologie che investono il senso dell’esistenza e delle azioni umane.

  • Il dolori del giovane Werther

    “Il successo del Werther ebbe, in parte, persino un carattere di scandalo. Il sentimentalismo snervante, micidiale del libriccino chiamò in causa i guardiani del buon costume, fu terrore e orrore per i moralisti, che videro in quei fogli l’esaltazione del suicidio e la seduzione a cadervi, mentre le stesse qualità suscitarono, d’altro canto, un successo travolgente che superò ogni confine, facendo letteralmente impazzire il mondo e attirandolo in una voluttà di morte. Il romanzo determinò un’ebbrezza, una febbre, un’estasi diffusa su tutta la terra abitata: ebbe l’effetto di una scintilla che cada in un barile di polvere e liberi, allargandosi all’improvviso, una terribile massa di forze.” (Thomas Mann)