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  • Il sentiero dei nidi di ragno

    Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1947 dall’editore Einaudi, con una tiratura di 3.000 copie. In seguito, è stato ristampato numerose volte, anche in edizioni critiche e annotate.

    Inizialmente, il libro non ebbe un grande successo di pubblico, ma ricevette recensioni positive dalla critica letteraria. Fu solo con il successo degli altri romanzi di Calvino, come “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”, che “I sentieri dei nidi di ragno” iniziò ad essere rivalutato e considerato uno dei capolavori dell’autore.

    Nel 1990, Einaudi pubblicò una nuova edizione del libro, curata da Cesare Segre, che includeva una introduzione e una serie di note critiche. Inoltre, nel 2006, la casa editrice Mondadori pubblicò un’edizione speciale in cui veniva riproposto il testo integrale del romanzo, insieme alle prime versioni dei vari capitoli e a una serie di note e varianti redatte dall’autore stesso durante il processo di scrittura.

    Oggi, “I sentieri dei nidi di ragno” è considerato uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento ed è stato tradotto in numerose lingue straniere.

     

  • La strada che va in città

    Uscito nel 1942 sotto lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, La strada che va in città è la storia di una ragazza che sceglie di fare un matrimonio d’interesse, di prendere la strada che va in città. Per poi accorgersi che il vero amore è altrove. Passioni senza via di uscita, vite alla deriva, anime alla ricerca di un approdo sicuro dove lenire le proprie delusioni: con uno sguardo impietoso ma distaccato, Natalia Ginzburg, in questo suo primo romanzo, descrive la solitudine di un’esistenza che nel gioco della memoria rievoca ciò che le è passato accanto come un mistero incomprensibile e inafferrabile.

  • La vacanza

    Uscito nel 1962 e scritto in pieno boom economico, La vacanza è il primo romanzo di Dacia Maraini, una storia perturbante che racconta la scoperta della sensualità da parte di una ragazzina nell’estate del 1943. La voce narrante è quella di Anna, orfana di madre, che esce dal collegio per trascorrere le vacanze sul litorale laziale col padre e la matrigna. È ancora una bambina, ma è col corpo di una donna che Anna mette piede con incoscienza e curiosità nel mondo dei maschi adulti. E mentre il rombo degli aerei – il suono della guerra – rompe la quiete sonnacchiosa di giornate fatte di gite in pattino e appuntamenti ai bagni Savoia, Anna diventerà grande suo malgrado, scoprendo la propria femminilità di fronte all’ebete incredulità di uomini giovani e vecchi, in un contesto borghese e ipocrita che di lei sa solo approfittarsi. Un romanzo controverso e necessario, oggi più che mai contemporaneo, che in una lingua asciutta e vibrante ci consegna una protagonista che anticipa e racchiude in sé tutte le donne di Dacia Maraini.