Il sogno di una cosa

Tre ragazzi friulani alla soglia dei vent’anni vivono la loro breve giovinezza e affrontano il mondo: la miseria delle origini, la fuga in Jugoslavia, le lotte contadine, l’emigrazione, ma anche l’amicizia, l’amore, la solidarietà. Si comincia con l’ebbrezza di una festa, si finisce con la tristezza di una morte: «la meglio gioventù» è già conclusa. Concepito e scritto tra il 1948 e il 1949, quindi prima di Ragazzi di vita e di Una vita violenta, Il sogno di una cosa viene pubblicato solamente nel 1962, e rappresenta perciò paradossalmente il romanzo d’esordio e di epilogo della stagione narrativa di Pier Paolo Pasolini.

pp. 220, cm. 20×13,5. Sovracoperta di Fulvio Bianconi e fotografia dell’autore al secondo risvolto. Finito di stampare il 16 maggio 1962. Originariamente intitolato: I giorni del Lodo De Gasperi.

Seppur pubblicato nel 1962, il romanzo rappresenta la prima opera narrativa di Pasolini, scritta tra il 1949 ed il 1950.

Autore

Anno

Editore

Collana

Lingua

Paese

Anno edizione originale