L’innocente

E’ questo il secondo dei Romanzi della Rosa di Gabriele D’Annunzio, nei quali la “rosa” allude alla voluttà, tema comune alle tre opere. Il protagonista dell’Innocente, Tullio Hermil, infinite volte colpevole dinanzi alla moglie Giuliana, quando torna a lei con l’amore di un tempo scopre che anche lei gli è stata infedele e porta in sé, disperata, il frutto di un momentaneo cedimento.

Moralmente costretto a perdonare Giuliana che tante volte lo perdonò, Tullio odia però l’innocente bambino, e infine lo uccide. Secondo Borgese, tutto il libro sa di Tolstoj e Dostoevskij. Ma la bellezza di questo romanzo, aggiunge Borgese, consiste nella lucidità intellettuale del protagonista. Tullio Hermil non si illude sulla sua bontà, sulla sua pietà, sulle sue conversioni, e districa con crudele ambascia il viluppo di queste finzioni: egli non ignora che la sua gelosia è soltanto sensuale, come soltanto sensuale è la passione rifiorente per Giuliana.

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